All’interno di questo sito non troverete simboli utili a rendere neutro il genere delle parole. Un’attenzione particolare che non va fraintesa. Non si tratta di una mancanza di rispetto, anzi! L’intento è esattamente l’opposto. C’è infatti una parola che nel corso della mia formazione universitaria ho scoperto, amato e interiorizzato. Fa parte di me e ha un significato potentissimo: PERSONA.
Del termine Persona, Treccani dà questa definizione: /per.sò,na/.: “individuo della specie umana, senza distinzione di sesso, età, condizione sociale, religiosa, etc…, considerato sia come elemento a sé stante, sia come facente parte di una collettività”. Una definizione stringata, ma che contiene infinite sfumature e molte informazioni. La potenza di questa parola sta nella sua plasmabilità a seconda dell’ambito e nel suo essere completamente trasversale in molteplici scenari. Per questo motivo, intendo rivolgermi solo a Persone, meravigliosamente solo PERSONE. Una parola che in sole 7 lettere racchiude l’infinito e che è in grado di farci accedere a un universo composto da tutte quelle peculiarità – fisiche, caratteriali ed emozionali – che contraddistinguono ciascuno di noi.

È importante però dare alcune definizioni perché, se è vero che siamo tutte persone, è altrettanto vero che ognuno di noi ha il diritto di esprimere la propria essenza attraverso l’espressione di quel “sé”. Qualcosa che sia in grado di differenziarci dagli altri e che ci renda unici. Allo stesso modo in cui siamo tutti uguali davanti alla legge, ai diritti e ai doveri nei confronti della società, è anche vero che ognuno di noi è un’entità a sé stante diversa nel modo di vedere il mondo, contemplare la spiritualità, esprimere le proprie scelte politiche e vivere la propria sessualità.
Il mio lavoro consiste proprio nell’occuparmi di quest’ultimo aspetto partendo dalle basi, per contribuire a fare chiarezza su alcuni temi legati alla sfera sessuale che spesso vengono sottovalutati, vissuti come tabù e messi da parte.
